Uno dei Musei più importanti di Torino è il Museo del Cinema, ospitato presso la Mole Antonelliana, l’edificio in muratura più alto d’Europa. Il Museo ospita una sezione dedicata all’Archeologia del Cinema (macchine ottiche pre-cinematografiche, attrezzature antiche e pezzi provenienti dai set dei primi film italiani) ed una vasta collezione di manifesti cinematografici. Nella sala principale situata al centro della Mole vi è l’Aula del Tempio, una grande sala in cui i visitatori, seduti su confortevoli chaises longues, assistono alla proiezione di filmati in 35mm e ammirano i giochi di luci e gli effetti speciali proiettati sulla cupola del monumento.

Sempre in questa sala vi sono diverse sezioni dedicate alla storia del cinema e ai diversi generi cinematografici. Il museo conserva manifesti cinematografici, film, pellicole, dipinti e stampe, documenti fotografici, costumi di scena, bozzetti scenografici ed oggetti vari. Come afferma semiarrotatura e arrotatura marmo Roma si tratta di un’occasione assolutamente imperdibile per chiunque ami il cinema. Se “Via col Vento” vi ha commosso, Chaplin vi ha fatto divertire, Marilyn Monroe vi ha fatti innamorare, “Alien” vi ha impauriti e “Lo Squalo” vi ha suggestionato, qui troverete curiosi disegni, costumi ed oggetti di scena dei vostri attori, film e registi preferiti.

Impossibile resistere al fascino dell’ascensore panoramico del Museo del Cinema: l’ascensore di cristallo vi porta sino a 85 metri di quota, da dove è possibile ammirare il panorama dall’alto della città.

Se la civiltà egizia, con i suoi misteri, le sue divinità e le sue imponenti piramidi vi affascina, non occorre andare sino al Cairo per ammirare statue, mummie e sarcofaghi: a Torino ha sede una delle più importanti collezioni egizie al mondo, seconda solo a quella del Cairo. Se ci siete già stati ricorderete sicuramente la prima volta che avete visitato il Museo Egizio di Torino e le emozioni che colpiscono il visitatore sono forti e contrastanti, penso sia impossibile rimanere impassibili davanti alle imponenti statue o di fronte alla curiosità nei confronti di una civiltà così lontana eppure così evoluta, timore al cospetto delle grandi statue dei faraoni ed una strana miscela di paura ed attrazione colpisce di fronte alle mummie, con la consapevolezza di non avere di fronte un “oggetto”, ma il corpo di una persona vissuta millenni fa.

Dal Museo Egizio fino al Castello del Valentino: una Torino tutta da scoprire

ll Museo Egizio conserva al suo interno: papiri, sarcofaghi con relative mummie, oggetti di bronzo, amuleti, e numerosi oggetti di uso quotidiano, nonché le mummie degli animali sacri collegati al culto delle diverse divinità. Numeroso l’elenco delle sculture conservate nel museo, la più antica è quella della principessa Redi che risale al 2800 a.C, mentre altre sono più recenti, come quelle dei faraoni, dei dignitari e delle divinità del Nuovo Regno: da Tutankhamon a Ramesse II, da Sethi II al dio Amon.

Uno dei simboli di Torino è il Parco del Valentino: il parco si estende sulle rive del Po e la sua costruzione iniziò nel 1630 su progetto di Carlo Cognengo di Castellamonte ed è sede di numerose manifestazioni ed eventi. All’interno del parco si passeggia ammirando le ampie aiuole fiorite, il giardino roccioso e le cascatelle, le fontane ed i piccoli corsi d’acqua. Al suo interno si svolsero le grandi Esposizioni Internazionali (1884, 1898, 1902, 1911, 1928): eventi simili alle attuali mostre-mercato che avevano lo scopo di presentare i prodotti dell’industria. All’interno del parco si trovano il Castello del Valentino ed il Borgo Medioevale.

L’antico Castello del Valentino fu acquistato da Emanuele Filiberto di Savoia nel 1564 e venne restaurato da Carlo di Castellamonte e poi dal figlio Amedeo. Il castello ha tipiche caratteristiche dei castelli francesi in quanto sino al 1630 vi soggiornò Maria Cristina di Francia, sposa di Vittorio Amedeo I di Savoia; i suoi saloni conservano tracce di stucchi ed affreschi seicenteschi. Il Borgo Medievale, invece, riproduce fedelmente un villaggio del ‘400: mura merlate, case fortificate e botteghe artigianali rendono l’ambiente affascinante. Il borgo nacque nel 1884 come padiglione dell’Esposizione generale italiana artistica e industriale, e fu costruito su progetto di Alfredo d’Andrade. Il borgo, invece di essere distrutto al termine dell’Esposizione, entrò a far parte dei musei civici.